Elettromiografia Torino

Esami di elettromiografia (EMG) e elettroneurografia (ENG) in studio a Torino

L’elettromiografia è l’esame diagnostico funzionale del sistema nervoso periferico e muscolare. Esso è composto da due indagini distinte: l’elettroneurografia e l’elettromiografia ad ago.

ELETTRONEUROGRAFIA A TORINO

Lo studio elettrico del nervo consiste nella valutazione della conduzione dello stimolo lungo le fibre motorie (ENG motoria) e/o sensitive (ENG sensitiva).
Con questa metodologia si possono valutare i seguenti parametri:

  1. Ampiezza ed area del potenziale evocato che riflette il numero delle fibre nervose (assoni) integre e funzionanti in grado di condurre l’impulso;
  2. Velocità di conduzione (il valore della velocità di propagazione del potenziale di azione lungo le fibre nervose) e latenza del potenziale evocato che definiscono integrità della guaina mielinica del nervo;
  3. Morfologia e durata del potenziale evocato che riflette l’omogeneità delle fibre che compongono il nervo. Una lesione del nervo che compromette in modo disomogeneo la sua struttura e le cui fibre residue sono così diverse dal punto di vista del diametro e del grado di mielinizzazione da condurre l’impulso a velocità differenti ed asincrone, determina la registrazione di un potenziale evocato polifasico e disperso, dovuto alla somma disomogenea delle diverse velocità di conduzione.
ELETTRONEUROGRAFIA MOTORIA A TORINO

Il potenziale ottenuto da un muscolo in seguito alla stimolazione del suo nervo motore viene definito risposta M (cMAP). Lo studio si effettua applicando un minimo stimolo elettrico lungo il nervo in punti in cui il suo decorso è più superficiale registrando la risposta tramite elettrodi di superficie posti sul ventre del muscolo corrispondente. Il dato ottenuto è la somma dei potenziali delle unità motorie poste nell’area di derivazione dell’elettrodo registrante, attivate in modo sincrono dalla stimolazione di tutte le fibre del nervo capaci di condurre l’impulso.

ELETTRONEUROGRAFIA SENSITIVA A TORINO

Il potenziale evocato sensitivo (SAP) è la risposta alla stimolazione elettrica delle fibre sensitive del nervo registrata da elettrodi di superficie applicati a livello cutaneo. Avendo un’ampiezza inferiore a quella dei potenziali motori tali potenziali possono essere talora difficilmente riconoscibili, soprattutto nelle patologie del nervo, per cui spesso è necessaria la metodica di avereging (stimolazione ripetitiva) per ottenere un corretto riconoscimento del segnale. L’intensità di stimolo richiesta è minore e perciò più tollerata.

L’elettroneurografia è lo studio di elezione per la diagnosi di eventuali lesioni dei singoli nervi, di polineuropatie, come ad esempio quella diabetica, distinguendo una compromissione diretta degli assoni del nervo determinate dalla riduzione dell’ampiezza della risposta o una sofferenza della guaina mielinica delle fibre nervo che causa invece una diminuzione della velocità di conduzione. Tale esame è indicato nel sospetto di sindromi da intrappolamento di un nervo periferico come nella sindrome del tunnel carpale e, associato allo studio elettromiografico, nella valutazione di una eventuale compressione radicolare in caso di ernia del disco.

ELETTROMIOGRAFIA AD AGO A TORINO

Con il termine Elettromiografia ad Ago viene indicato lo studio dell’attività elettrica muscolare a livello extracellulare, registrata tramite l’inserzione di un elettrodo ad ago concentrico. Vengono così esaminati l’attività spontanea del muscolo a riposo (completamente rilasciato), i potenziali di unità motoria (PUM) che riflettono l’attività elettrica delle singole unità motorie (fibre muscolari innervate da una singola cellula nervosa o motoneurone) che compongono il nervo e il tracciato a massimo sforzo volontario.

Tale metodica è essenziale nella diagnosi differenziale e nella valutazione delle patologie muscolari da danno neurogeno (del motoneurone, plesso, radice o nervo) e da danno miogeno (distrofie, miositi, miotonie). A condizioni normali, a muscolo completamente rilasciato, non si registra alcuna attività elettrica. In corso di patologie del sistema nervoso periferico (alfa-motoneurone, radice motoria, plesso e nervo) si possono registrare alcune attività patologiche indici di denervazione del muscolo. Tale attività spontanea di denervazione compare solo nelle lesioni assonali delle fibre nervose circa 7-14 giorni dopo un evento acuto lesivo (per esempio di natura traumatica), mentre nei decorsi cronici si riscontrano più frequentemente quadri di denervazione associati a successiva reinnervazione del muscolo in esame.

Chiedendo al soggetto una minima contrazione muscolare si registrano i potenziali di unità motoria (PUM) valutandone l’ampiezza, la durata e la morfologia (presenza di più fasi). Un riscontro di PUM a durata aumentata e polifasici è indice di una reinnervazione del muscolo in seguito a una pregressa lesione muscolare di origine neurogena a carattere assonale. Nelle patologie primarie del muscolo, al contrario, si evidenziano PUM polifasici di durata e di ampiezza ridotta in quanto le fibre muscolari presenti nel muscolo in esame sono andate perdute.

Con il tracciato a massimo sforzo volontario dell’elettromiografia ad ago si valuta la capacità di reclutamento delle unità motorie (sommazione spaziale e temporale delle fibre) in quanto lo sviluppo della forza di contrazione è determinato dall’incremento del numero di attivazione delle unità motorie del muscolo e della loro frequenza di scarica. Nelle patologie nervose di tipo assonale il tracciato è ridotto, indice della diminuzione delle unità motorie, mentre nelle malattie muscolari è ricchissimo anche per sforzi minimi in quanto sono reclutate tutte le unità motorie disponibili per compensare la carenza di fibre muscolari residue.

Dott. Rita Forno

Neurologa

Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita all’Università di Torino nel 1993
Specializzazione in Neurofisiopatologia conseguita all’Università di Genova, Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 2001…

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